Un allarme sanitario cresce in tutta Europa: il continente sta registrando il numero più elevato di casi di pertosse e morbillo degli ultimi ventisette anni. Il fenomeno è direttamente correlato al costante calo dei tassi di vaccinazione, che ha allentato la protezione di comunità che per decenni era rimasta indenne da queste malattie infettive devastanti.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la regione europea, che comprende non solo l’Europa geografica ma anche l’Asia centrale, la riduzione della copertura vaccinale ha creato vuoti nella barriera immunitaria collettiva. Questo ha permesso a malattie che sembravano controllo grazie alla vaccinazione massiccia di ricominciare a circolare con rinnovata virulenza.
Il morbillo, noto soprattutto per le complicazioni neurologiche che può causare, sta registrando focolai epidemici in diverse nazioni europee. Allo stesso modo, la pertosse, una malattia batterica altamente contagiosa che risulta particolarmente letale nei neonati, sta tornando a rappresentare una minaccia concreta per la sanità pubblica.
Gli esperti epidemiologi sottolineano che il calo della vaccinazione non è dovuto a un’indisponibilità di vaccini, ma piuttosto a una crescente esitazione vaccinale tra la popolazione, alimentata da disinformazione diffusa attraverso i social media e da una perdita generale di fiducia nelle istituzioni sanitarie.
La situazione è aggravata dal fatto che molte persone nate negli ultimi quindici anni potrebbero non avere ricevuto la vaccinazione completa contro il morbillo e la pertosse. Questo crea una fascia di popolazione vulnerabile, specialmente considerando che il morbillo è una malattia altamente contagiosa, con un indice di trasmissione che richiede tassi di immunità comunitaria superiori al 95% per prevenire epidemie.
Le autorità sanitarie europee stanno lanciando campagne di sensibilizzazione massicce per invertire la tendenza, con particolare attenzione ai genitori giovani che devono comprendere l’importanza della vaccinazione infantile. Istituzioni come l’OMS e i centri per il controllo delle malattie stanno coordinarsi per implementare strategie di comunicazione più efficaci.
Il ritorno di malattie prevenibili da vaccino rappresenta un fallimento della salute pubblica moderna e una lezione importante sulla fragilità della protezione comunitaria acquisita nel tempo. Invertire questa tendenza richiederà un impegno coordinato a livello europeo e una rinnovata fiducia nei vaccini come strumenti salvavita.
Fonte: ANSA