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Una nuova fuga ha sconvolto il sistema carcerario italiano. Elia Del Grande, l’uomo condannato a trent’anni di reclusione per il massacro della famiglia Mainardi a Cadrezzate nel Varesotto avvenuto nel 1998, si è nuovamente sottratto alla custodia non presentandosi presso la casa lavoro di Alba dove era stato trasferito.

La notizia rappresenta un clamoroso fallimento delle misure di contenimento e sorveglianza, soprattutto considerando che Del Grande aveva già tentato di evadere pochi mesi fa. Nell’ottobre del 2025, infatti, l’uomo era riuscito a darla di nuovo di fresca, ma era stato catturato nel giro di appena tredici giorni dalle autorità.

La cosiddetta “strage dei fornai” rimane uno dei crimini più efferati della cronaca nera varesotta. Nel 1998, Del Grande aveva sterminato intera la famiglia presso la loro abitazione a Cadrezzate, un comune in provincia di Varese. Il delitto aveva suscitato orrore e sgomento nell’opinione pubblica, portando a una condanna molto severa che avrebbe dovuto garantire il carcere per i decenni successivi.

Il fatto che il condannato sia riuscito a evadere ripetutamente dalla struttura penitenziaria solleva interrogativi gravi sulla gestione della sicurezza negli istituti di pena italiani. Le case lavoro, teoricamente strutture con minore sorveglianza rispetto ai penitenziari ordinari, potrebbero non essere adatte a ospitare detenuti così pericolosi e con comprovate capacità di evasione.

Gli inquirenti hanno subito avviato le ricerche per rintracciare il fuggitivo. Le forze dell’ordine hanno diffuso i dati anagrafici e una descrizione fisica di Del Grande, allertando tutti i posti di blocco e le zone di confine. La gravità della situazione è amplificata dal fatto che si tratta di un criminale già responsabile di un delitto plurimo, il che lo rende una minaccia concreta per la sicurezza pubblica.

La vicenda riaccende il dibattito sulla criminalità organizzata e sulla sicurezza penitenziaria in Italia. Esperti del settore giudiziario hanno sottolineato come sia necessaria una revisione delle procedure di vigilanza all’interno delle strutture detentive, soprattutto per i detenuti in regime di semilibertà o presso case lavoro, dove evidentemente la custodia non è adeguata.

Le autorità hanno confermato che tutte le risorse disponibili sono state mobilitate per catturare nuovamente Del Grande prima che possa allontanarsi dal territorio nazionale o causare ulteriore danno.

Fonte: Corriere Milano

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